20/01/2012

Sicilia: la protesta di cui nessuno parla

Da giorni, ormai, in Sicilia va in scena uno sciopero che sta mettendo in ginocchio la regione. Agricoltori, imprenditori e pescatori si sono riuniti in quello che viene chiamato il Movimento dei Forconi e hanno incrociato le braccia per protestare contro l'indifferenza delle istituzioni verso condizioni di vita e lavorative ormai insostenibili. A questa protesta si sono uniti anche gli autotrasportatori, che hanno creato un blocco totale in risposta all'esorbitante aumento del costo del carburante. Il risultato di questa protesta, che in teoria dovrebbe concludersi oggi, è che in Sicilia nessuno riesce più a erogare benzina, gli scaffali di negozi e supermercati sono vuoti e ormai è diventato difficile accedere anche ai più elementari servizi. I blocchi hanno coinvolto aeroporti, porti e arterie autostradali e gli organizzatori continuano a sostenere che il tutto è stato organizzato per evidenziare i danni che l'attuale crisi finanziaria sta provocando. Il problema, rilevato da molti, è proprio la risonanza, pari quasi a zero, che questa protesta sta avendo. I maggiori quotidiani, come la maggior parte dei telegiornali nazionali, sta dedicando poco spazio alla vicenda e, in alcuni casi, la ignorano direttamente. Pur comprendendo che la tragedia della nave Concordia abbia monopolizzato l'attenzione generale, il dubbio che si è insinuato negli italiani è che i Media stiano dando poco risalto a quanto succede in Sicilia per paura che certe iniziative possano estendersi a tutto il paese, tanto che su Social Network come Twitter e Facebook è partita una vera e propria campagna volta a diffondere il più possibile la voce dei siciliani, contestando il silenzio di chi è preposto a fare informazione. Del resto nell'era della condivisione, in cui news e video viaggiano a velocità altissime, è difficile immaginare che le persone non vengano a conoscenza di quanto succede, per cui ci si chiede a chi giova non dare risalto a certe notizie.

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11/01/2012

A Natale cibo buttato per oltre un miliardo di euro

Nonostante la crisi, che sta colpendo l’economia mondiale e, di conseguenza, buona parte degli abitanti di questo pianeta, la brutta abitudine di buttare il cibo continua e non risparmia nemmeno gli italiani. E’ durante le feste di Natale, principalmente nei giorni che vanno dal 24 al 26 dicembre, che si raggiunge l’apice: l’abitudine di comprare e preparare più cibo del necessario ha comportato, secondo un’indagine della Cia (Confederazione italiana agricoltori), la necessità di dover poi buttare nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore di 1,32 miliardi di euro, pari al 20% della spesa complessiva.

Nonostante lo spreco risulti in calo rispetto allo scorso anno il dato rimane allarmante, soprattutto per la difficoltà che hanno molte famiglie ad arrivare a fine mese. Il cibo in eccesso, e gettato, è stato “pagato” da ogni famiglia circa 50 euro, non provocando solo un danno economico, ma anche ambientale, se si considera che una tonnellata di rifiuti organici provoca 4,2 tonnellate di anidride carbonica.

A completare questo triste quadro la Cia ricorda che ogni anno, solo in Italia, il cibo buttato potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari dei tre quarti della popolazione nostrana. Pur non potendo essere una consolazione il nostro paese non è comunque il più sprecone, perchè questa poco onorevole classifica è guidata da Stati Uniti, con il 40% del cibo buttato, la Svezia con il 25% e la Cina con il 16%.

 

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05/01/2012

Madre inglese regala a figlia di sette anni una liposuzione

Fa scalpore la notizia che arriva dall'Inghilterra e che ha per protagonista Sarah Burge, 51enne che la stampa britannica ha già rinominato "Human Barbie", a causa degli innumerevoli interventi chirurgici a cui si è sottoposta nella sua vita.
La donna, in occasione del passato Natale, ha regalato alla sua figlioletta di sette anni un buono per una liposuzione del valore di oltre 8.000 euro.
Pur non essendo usufruibile prima del compimento del sedicesimo anno di età questo singolare regalo desta scalpore perchè fa il paio con quello ricevuto dalla bambina in occasione del suo ultimo compleanno, utilizzabile per un intervento di aumento del seno.
La bambina sembra comunque aver gradito decisamente entrambi i doni, tanto che, intervistata dal Daily Mail, la piccola ha asserito di voler assomigliare in tutto e per tutto alla madre, e che, quindi, i regali in questione sono azzeccatissimi. Indubbiamente queste dichiarazioni devono essere sollecitate anche dall'influenza esercitata sulla bambina dalle sue sorelle più grandi, 27 e 17 anni, che sembra abbiano già fatto largo uso di botox e interventi di ritocco.

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Apologia neo-nazista su Facebook di un professore torinese

Un personaggio delirante a cui il diritto di parola andrebbe negato, applicando su di lui le idee stringenti che tanto ama e proclama. Un personaggio di cui ridere pietosamente se non avesse la cassa di risonanza di Facebook, scranno moderno da cui lanciare le sue vomitevoli invettive. Un parassita della società che occupa indebitamente una cattedra a discapito di chi cerca un lavoro e lo farebbe senza crescere giovani antisemiti.

TORINO - Minaccia di fare una strage, pistola alla mano, nella sinagoga di Torino. Vorrebbe anche giocare "al tiro a segno" con gli stranieri che spacciano sotto la sua abitazione. Frasi choc, firmate da un docente torinese, già finito al centro di uno scandalo, nel 2007: Renato Pallavidini, ai tempi insegnante nel liceo Cavour, venne accusato di essere negazionista e di aver offeso la memoria delle milioni di vittime dell'Olocausto.

Ora torna a colpire, con una serie impressionante di deliri antisemiti e xenofobi, usando la platea virtuale che gli è offerta da Facebook e da un profilo nel quale campeggiano numerose foto del Duce e di Hitler. A quest'ultimo attribuisce il merito di aver "sconfitto gli ebrei".

Molto attivo nelle pagine dei militanti neofascisti, ai quali dispensa consigli e inviti a organizzare una "lotta durissima", Pallavidini, classe 1956, è attualmente in malattia (retribuita fino al 31 marzo 2012). Ma, secondo quanto riferito dallo stesso, è ancora titolare di una cattedra al liceo classico d'Azeglio, di Torino. E qui, secondo l'orario disponibile sul sito della scuola, ha insegnato nell'anno scolastico 2010/2011.

Con alcuni studenti è ancora rimasto in contatto, proprio attraverso il suo profilo Facebook. E' qui che dà spazio ai suoi insulti contro ebrei, omosessuali, disabili e immigrati. Arrivando persino a minacciare

di compiere una strage. Il 29 dicembre, dopo aver pubblicato una foto con una stretta di mano tra il Duce e Hitler, si rivolge ai gestori di Facebook: "Avviso ai luridi bastardi ebrei che ci controllano in quella terra di merda e di froci chiama California. Se mi togliete questa foto, vado con la mia pistola, alla sinagoga vicinissima a casa mia e stendo un po' di parassiti ebrei che la frequentano. Vi conviene stuzzicare il can che dorme?".

Pochi giorni prima, il 23 dicembre, se l'era presa con alcuni spacciatori: "Vicino a casa mia, a Torino, c'è una piazzetta dove stazionano ogni sera almeno 7/8 negroni che spacciano. C'è qualcuno che mi aiuta nel tiro a segno?". Un amico virtuale gli propone di lanciare una granata. "Vedo che basta gettare il sasso e le idee proliferano", gli risponde il docente di storia e filosofia.

Non si fa problemi neanche ad inviare un'email al sindaco di Torino, Piero Fassino, in cui dichiara di rifiutarsi di pagare l'Ici "per l'assistenza a negri, zingari, ecc, nonché mongoloidi e handicappati. Applicate la politica del dott. Mengele. Le grane me le cerco, ma c'è bisogno anche di un urlo liberatore, visto che non si può usare il mitra", scrive in uno status il 23 novembre.

A chi gli chiede spiegazioni circa la sua vicenda professionale e le accuse di negazionismo, risponde paragonandosi ad Hitler: "Sono insegnante di storia e filosofia in un liceo classico - afferma il 5 agosto - e, infatti, nel 2007 gli ebrei hanno cercato di farmi fuori senza riuscirsi. Alla fine sono riusciti a farmi assegnare solo due settimane di sospensione nel 2008, poi ho fatto ricorso e l'ho vinto. Hanno dovuto reintegrarmi lo stipendio e lo scatto d'anzianità. Sono molto orgoglioso di essere una delle poche persone, dopo la morte del Führer, che è riuscita nel suo piccolo a sconfiggere gli ebrei".

Una "vittoria" che ha anche voluto ribadire in un'email provocatoria inviata all'Osservatorio sul pregiudizio anti-ebraico della Fondazione Cdec di Milano: "Io comunque ho avuto la piena riconferma della mia cattedra liceale, alla faccia vostra".

Si vanta anche di aver visitato la tomba del "camerata Hess", nel 1989, e "di avervi deposto fiori". "Lo spirito del camerata Hess - sentenziava il 21 luglio - sarà sempre presente nel mio. Heil Hitler!".

Dopo essersela presa con le "femministe represse" - durante i giorni delle manifestazioni del gruppo di "Se non ora quando" - auspica che queste vengano "deportate in massa nei lager". Quando viene inviata una busta con proiettili al presidente del Consiglio, Mario Monti, e a Silvio Berlusconi, esulta: "Finalmente qualcosa si muove". Ma non risparmia neanche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Raggiunto telefonicamente, si limita a parlare di "provocazioni" e dice: "Perché le devo spiegare il senso di quello che scrivo su Facebook? Da quando le comunità ebraiche mi hanno attaccato, il mio atteggiamento verso di loro è cambiato". Poi sul sito avverte tutti di "fare attenzione" perchè "siamo sorvegliati da Repubblica".

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19/12/2011

Scandalo calcioscommesse: 17 arresti fra cui Cristiano Doni

Nuova bufera sul calcio nostrano a causa della seconda tranche dell’inchiesta “last bet“, che a giugno aveva portato all’arresto di 16 persone, tra cui Beppe Signori. Questa mattina una operazione concertata da Carabinieri e Polizia ha portato in carcere 17 persone, fra cui Cristiano Doni, Luigi Sartor (ex di Parma, Inter e Roma) e due giocatori ancora in attività: Carlo Gervasoni del Piacenza e Filippo Carobbio dello Spezia.

Le accuse per gli arrestati, molto gravi, sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva. I 17, infatti, sono accusati di far parte di una organizzazione, con base a Singapore, e di aver manipolato l’andamento di alcune partite, soprattutto in serie B.

Cristiano Doni, principalmente, è accusato di aver contribuito a truccare almeno tre partite, dello scorso campionato, in cui giocava l’Atalanta, ma sono anche altre le partite coinvolte nelle stagioni 2009-2010 e 2010-2011.

Questa nuova tranche dell’inchiesta rischia di essere un terremoto sul calcio italiano anche perchè sembra possa coinvolgere alcune partite dello scorsa stagione di serie A e che riguardano le squadre, poi retrocesse, Sampdoria, Brescia e Bari.

Solo il proseguimento delle indagini potrà dare indicazioni di come rischia di essere sconvolto il panorama del calcio italiano, ma indubbiamente, dopo calciopoli, è un nuovo duro colpo alla nostra immagine.

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